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SCONTRINO ELETTRONICO–Da luglio, forse, obbligo per attività artigiane e commerciali

Scritto il 15/05/2019
da admin

SCONTRINO ELETTRONICO – Da luglio, forse, obbligo per attività

artigiane e commerciali. Sul decreto ancora tante incertezze e

Confartigianato chiede l’esonero per alcune categorie e il rinvio

delle sanzioni. Matzutzi (Presidente Confartigianato Sardegna): “Gran

parte del costo dei nuovi strumenti e delle linee web sulle spalle

delle imprese”. E rimane il problema connessione.

Dal prossimo primo luglio, anche in Sardegna tutte le attività

artigiane e commerciali, con volume d’affari superiore a 400mila euro,

potrebbero essere obbligate all’emissione dello scontrino elettronico.

Il condizionale è d’obbligo, soprattutto sulla data di inizio e sul

fatturato, considerato come sul decreto stiano ancora lavorando

Governo e Associazioni di Categoria, per ridurre al massimo l’impatto

che tale novità potrà avere sulle imprese.

“Non siamo contrari allo scontrino elettronico e ai pagamenti

informatici per combattere il nero – afferma Antonio Matzutzi,

Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – però i problemi

principali, soprattutto per chi opera in una sede fisica non fissa,

rimangono sia la gran parte del costo di un nuovo strumento, sia

l’indispensabile connessione alla rete”.

Proprio ieri, attraverso uno specifico emendamento, Confartigianato ha

chiesto anche ai Parlamentari sardi di intervenire per la non

applicazione di sanzioni in fase di avvio del nuovo obbligo. “Con

l’emendamento – viene spiegato ai Deputati e ai Senatori – viene

sancita l’inapplicabilità delle sanzioni nei casi in cui, per i primi

sei mesi di obbligatorietà della memorizzazione e trasmissione

telematica dei corrispettivi, l’operazione sia stata certificata con

scontrino o ricevuta fiscale. L’inapplicabilità delle sanzioni, al

pari di quanto è stato previsto per la fatturazione elettronica, ha lo

scopo di evitare, in sede di avvio del nuovo obbligo, l’applicazione

di pesanti sanzioni considerato che i contribuenti stanno applicando

modalità procedurali consolidate da oltre vent’anni”.

In ogni caso, nei giorni scorsi, Confartigianato ha consegnato alla

Consulta Tecnica del MEF, Ministero Economia e Finanze, le proprie

richieste di modifica del prossimo provvedimento, e le categorie di

attività da esonerare.

L’Associazione ha chiesto di esonerare dal futuro scontrino

elettronico una lunga serie di attività, come per esempio i

tabacchini, distributori di carburanti ma anche i ciabattini o i

riparatori di biciclette senza dipendenti, incluse nell’articolo 2 del

DPR 696 del 96. Tali attività, già adesso, non sono obbligate al

rilascio dello scontrino. Confartigianato, inoltre, ha richiesto che

l’esenzione riguardi anche i contribuenti che applicano il regime

forfetario, poiché questi, non addebitando l’IVA sulle cessioni o

prestazioni eseguite, presentano profili di rischio nulli sul versante

di tale imposta.

Altra categoria di soggetti e attività per i quali l’Organizzazione

Artigiana ha chiesto l’esonero dall’obbligo di memorizzazione e

trasmissione telematica dei corrispettivi, è rappresentata da chi

attualmente certifica i corrispettivi mediante ricevuta fiscale e

opera presso l’abitazione del cliente o in forma ambulante. Questo

perché l’obbligo del rilascio del documento “commerciale”

all’acquirente al momento dell’effettuazione dell’operazione,

imporrebbe all’imprenditore la necessità di dotarsi di idonei

strumenti tecnologici, con caratteristiche di praticità che potrebbero

incidere sulla relativa spesa rispetto ad un comune registratore

telematico a postazione fissa. La soluzione proposta

dall’Associazione, considerata la modalità con cui l’attività è

esercitata, è quella di esonerare tali soggetti dal nuovo obbligo e

mantenere l’attuale obbligo di certificazione.

“Rete e strumenti, sono fattori da tenere sempre in considerazione –

continua il Presidente di Confartigianato Sardegna – soprattutto per

alcuni settori i cui ricarichi sono talmente bassi che l’incidenza del

costo di strumenti particolarmente costosi e l’onere di un abbonamento

per telefonia mobile, significherebbe dover rinunciare al profitto”.

“Considerato come il Governo abbia già previsto un bonus per

l’acquisto dei registratori di cassa, sotto forma di credito d’imposta

– propone Matzutzi – noi crediamo che invece sarebbe giusto se lo

Stato prevedesse la completa gratuità di tali strumenti e delle

linee”. “Nei prossimi giorni – anticipa il Presidente – come

Associazione di Categoria faremo una profonda riflessione

relativamente a come affrontare il problema a livello nazionale”. “Nel

frattempo – auspica in conclusione il Presidente di Confartigianato

Sardegna – contatteremo i Parlamentari sardi chiedendo il loro

l’intervento in prima persona, per la risoluzione di questa

problematica che interessa tutti gli imprenditori”.

Confartigianato Sardegna ricorda come solo una fetta limitata dei

sardi possa beneficiare della banda ultra larga, un servizio ormai

essenziale. Un recente studio dell’Associazione di Categoria

sull’offerta di accesso ad Internet in banda ultra larga, ha rivelato

come la nostra Isola, a livello nazionale, con una copertura del 53,8%

della popolazione (dato composto da una quota del 28,5% relativa alla

velocità 30-100 Mbps e da una quota del 25,2% relativa alla velocità

100-1.000 Mbps), occupi appena il 15esimo posto. A livello provinciale

sardo, le più fortunate sono le famiglie di Cagliari, il cui

territorio è coperto al 72%. Seguono quelle di Sassari (copertura al

55,9%), del Medio Campidano (55%), Carbonia-Iglesias (49%), Olbia

Tempio (41,2%), Nuoro (38,6%), Oristano (32,3%). Chiude, ultima

nell’Isola e a livello nazionale, l’Ogliastra con solo il 13,2% dei

nuclei familiari coperti.

Alcune categorie esonerate dal rilascio dello scontrino:

L’elenco è molto lungo e parte dai tabaccai e da chi vende altri beni

commercializzati esclusivamente dai Monopoli. Ci sono anche i

produttori agricoli, i giornalai, e anche i notai, almeno per le

prestazioni per le quali sono previsti onorari, diritti o altri

compensi in misura fissa, nonché i protesti di cambiali e di assegni

bancari. Scommesse e new slot, ma anche la custodia e amministrazione

di titoli ed altri servizi resi da aziende o istituti di credito da

società finanziarie o fiduciarie e dalle società di intermediazione

mobiliare. Fumisti e i più classici ciabattini, ombrellai e arrotini

in forma itinerante. Le sarte e ricamatrici senza collaboratori o

dipendenti, calzolai e tutti coloro che vendono cartoline e souvenirs,

palloncini, giochi per bambini, gelati, dolci e caldarroste, olive

“fusaie” non muniti di attrezzature motorizzate. La vendita di panini

e bevande agli stadi, alle stazioni, nei cinema e nei teatri.

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